Bizzarrini 1900 GT Europa

Conservata, mai restaurata, con tutti I componenti originali | Preserved, unrestored, with all its original components.
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(English text below)

 

 Una “baby Grifo”: così venne soprannominata la piccola Bizzarrini 1900 GT Europa prima di assumere la nomenclatura ufficiale. La sua linea infatti ricorda la sorella maggiore Iso Grifo A3/C (o Bizzarrini 5300 GT Strada), in scala ridotta e probabilmente anche più armoniosa nelle fiancate. Tuttavia il destino della piccola Bizzarrini fu effimero, per le sue sorti e per quelle dell’ingegner Giotto Bizzarrini, costretto al fallimento proprio nel bel mezzo della costruzione dei primi esemplari. 

 

Le GT Europa completate dalla Casa livornese non sono più di 14 (alcuni dicono 12, altri 13) e l’esemplare qui prodotto presenta le medesime caratteristiche estetiche del primo esemplare costruito e presentato al Salone di Torino del 1966, quando la “baby Grifo” venne svelata con il motore  Fiat-OSCA 1500 poi con l’Opel 1700. 

Le restanti 25/30 scocche in catena di montaggio, in differenti stati di avanzamento, furono oggetto dell’accanimento degli operai che - non pagati - presero addirittura a picconate le auto, rovinandone la maggior parte che negli anni sono state completate, più o meno seguendo i criteri di originalità.

 

L’esemplare qui proposto è conosciuto dagli esperti del modello ed iscritto nel registro Bizzarrini: l’anno esatto di costruzione non è noto ma, secondo un documento autografo dell’Ing. Bizzarrini su carta intestata del suo Laboratorio Automotori, l’auto risulta completata nel 1979. Rispetto alle numerose 1900 GT Europa prodotte dopo la chiusura dell’azienda dallo stesso Bizzarrini, questo esemplare presenta alcune differenze nella carrozzeria che le altre vetture non presentano: la prima - più visibile - è la presa d’aria laterale di forma rettangolare, più alta rispetto alle altre scocche costruite. La seconda differenza, anch’essa derivata da uno stampo, quindi difficilmente replicabile o modificabile è lo smanco a fianco del pulsante per aprire la portiera, di forma squadrata in questo caso anziché rotondo. 

 

A differenza delle vetture completate nel corso degli anni ’70, tutti i dettagli dell’abitacolo, gli strumenti, gli interruttori, i componenti meccanici, i cerchi Campagnolo in Electron, il parabrezza con la fascia scura, sono del tutto coevi con il periodo di produzione 1966/1968. Altro particolare da non sottovalutare è il monoblocco Opel 1900 che per numerazione e fusione non appartiene ad una produzione degli anni ’70, bensì ai primi blocchi prodotti per la Opel Rekord. 

 

Tutti questi indizi portano a pensare che la vettura, pur non trattandosi probabilmente della prima prodotta costituirebbe la seconda carrozzeria identica alla prima, magari utilizzata internamente per prove, test, o semplicemente come manichino, rimasto poi in carico all’ingegner Bizzarrini e venduto a fine anni ’70 quando la sua attività di produzione e assemblaggio delle scocche rimanenti volgeva al termine. 

 

La spiegazione del documento di fabbricazione datato 1979 unitamente alla relazione tecnica dell’autovettura allegata la si ritrova nella necessità di immatricolare in ultimo un’auto che non rispettava più i requisiti richiesti dal Codice della Strada. L’auto ricevette quindi targa Pisa nel 1985 e la sua prima apparizione pubblica è di Dicembre 1987 sul mensile Autocapital. Contestualmente all’articolo, l’auto venne acquistata dall’attuale proprietario che l’ha custodita per oltre 30 anni mantenendola nelle medesime condizioni: ancora oggi l’auto si presenta come nel 1987.

 

Il motore 1900 dotato di doppio carburatore eroga oltre 105 Cavalli che sono più che sufficienti per il peso complessivo inferiore ai 700 chili: dinamicamente l’auto venne sviluppata dallo stesso Ing. Bizzarrini per cui risulta piacevole e divertente nella guida, seppur bisognosa di un affinamento secondo l’esperienza maturata sino ai giorni nostri.

 

La patina di un’auto con oltre 50 anni alle spalle aprono a due scenari: da un lato vi è la possibilità di lasciare l’auto nello stato attuale, concentrandosi unicamente sul tagliando della meccanica, oppure intraprendere un restauro integrale e portare la piccola 1900 GT Europa a condizioni da concorso. 

 

Targa nera con provincia arancione, documentazione delle attività svolte negli ultimi 30 anni. Vettura visibile previo appuntamento a Bologna. 

 

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 A “baby Grifo”: this is how the little Bizzarrini 1900 GT Europa was nicknamed before taking on the official nomenclature. In fact, its shape recalls her bigger sister Iso Grifo A3/C (or Bizzarrini 5300 GT Strada), on a smaller scale and probably even more harmonious in the sides. However, the fate of the little Bizzarrini was ephemeral, for its fate and for those of the Ingegner Giotto Bizzarrini, who was forced into bankruptcy right in the middle of the construction of the first units.

 

No more than 14 GT Europe were completed by the company from Livorno (some say 12, others 13): the example that we present has the same aesthetic features as the first model built presented at the 1966 Turin Motor Show, when the "baby Grifo" was unveiled with the Fiat-OSCA 1500 engine then with the Opel 1700.

The remaining 25/30 bodies on the assembly line, in different stages of progress, were the object of the harassment of the workers who - unpaid - even took a pickaxe the cars, ruining most of them that have been completed in different ways over the years.

 

The car offered is known by the model experts and registered in the Bizzarrini register: the exact year of construction is not known but, according to an autographed document by Ing. Bizzarrini on the headed paper of his Laboratorio Automotori, the car was completed in 1979. Compared to the numerous 1900 GT Europe produced after the closure of the company by Bizzarrini himself, this example has some differences in the bodywork that the other cars do not have: the first - more visible - is the rectangular side air intake, higher than the other bodies built. The second difference, also derived from a mold, and therefore difficult to replicate or modify, is the gap next to the button to open the door, square in this case rather than round.

 

Unlike the cars completed during the 1970s, all the details of the passenger compartment, the instruments, the switches, the mechanical components, the Campagnolo Electron rims, the tinted windshield, are completely contemporary with the period of production 1966/1968. Another detail not to be underestimated is the Opel 1900 crankcase which by stamps and mold does not belong to a production of the 70s, but to the first engine produced for the Opel Rekord.

 

All these clues lead to think that the car, although probably not the first produced, would constitute the second body identical to the first, perhaps used a test car, or for engineering studies, which was then in charge of the engineer Bizzarrini and sold at the end 70s when its production and assembly of the remaining shells was coming to an end.

 

The explanation of the manufacturing document dated 1979 together with the attached technical report of the car is found in the need to finally register a car that no longer complied with the requirements of the Codice della Strada. The car then received Pisa license plates in 1985 and its first public appearance was in December 1987 in the monthly magazine Autocapital. At the same time, the car was purchased by the current owner who has kept it for over 30 years, in the same condition.

 

The 1900 engine equipped with double carburetor has over 105 horsepower which are more than enough for the total weight of less than 700 kilos: dynamically the car was developed by the same Ing. Bizzarrini amd reveals an amazing driving pleasure, even if in need of refinements, according to the present setup experience.

 

The patina of a car with over 50 years opens up to two scenarios: on the one hand there is the possibility of leaving the car in its current state, focusing just on the mechanical service, or undertaking a complete restoration and bringing the little 1900 GT Europa in concours conditions.

 

Black italian license plates, documentation of the activities carried out in the last 30 years. The car could be seen in Bologna by appointment. 

© 2014 by GT3 srl a socio unico | Photos Gianni Mazzotta. All rights reserved.
 

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