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Alfa Romeo Giulietta SZ, Bianco Gardenia, 1961

Italiana da sempre, storia sportiva completa e documentata, restauro conservativo |
Italian complete history, fully documented racing pedigree, preservative restoration
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(English text below)

 

 Emozionante a vederla forse più che a guidarla. Proponiamo una delle 169 Alfa Romeo Giulietta SZ, prodotta il 27 Gennaio 1961 e venduta alla società Smalti Firenze di Sergio Sorbi il 31 Marzo dello stesso anno, giusto in tempo per debuttare a fine Giugno alla Coppa della Consuma guidata da Adolfo Tedeschi che vinse la classe Gran Turismo fino a 1300 con i colori della Scuderia Biondetti. 

 

Tedeschi corse anche la Trieste Opicina, lo stesso anno ma senza un buon risultato a causa dell’arrivo della pioggia; in coppia con Piero Frescobaldi, Tedeschi corse il Trofeo Ascari a Monza concludendo 6’ di classe.

Dopo un breve periodo nelle mani di Ilfo Minzoni, nel 1963, lo stretto necessario per vincere la classe alla Vergato-Cereglio, l’SZ si trasferì nella calda Sicilia, nelle mani di Emanuele Trapani di Palermo per partecipare alla Targa Florio, in coppia con Nicolò Lombardo con i colori della Scuderia Pegaso. 

Nel 1964, l’auto venne acquistata da Antonino di Salvo che corse prima il Circuito Stradale del Mugello concludendo 3’ di classe poi la Targa Florio assieme a Franco Tagliavia, in cui però fu costretto al ritiro; differenti furono le sorti per Giuliano Savona che utilizzò l’auto nel ’64 per correre la Trapani-Monte Erice, conclusa al 6’ posto di classe.

 

Nel 1965 il nuovo proprietario Francesco Santoro, in coppia con Vincenzo Mirto Randazzo prese parte nuovamente alla Targa Florio: purtroppo furono costretti al ritiro al 6’ giro. Nello stesso anno l’auto acquisì l’attuale targa Messina. 

 

Seguirono passaggi di proprietà nel 1969, nel 1970 e nel 1979 prima di arrivare nelle mani dell’attuale proprietario nel 1988, bisognosa di interventi e verniciata di rosso, in luogo dell’originale bianco. 

 

Dopo un lungo periodo di inutilizzo ed un restauro perdurato negli anni, nel 2011 l’auto è stata rimessa in circolazione, riportata nelle condizioni originali con la livrea utilizzata all’epoca: riga gialla al centro di due righe blu. Nel restauro si è cercato di conservare quanto più possibile, con un occhio alle prestazioni grazie al motore 00120 preparato ed equilibrato con uno scarico in grado di scaldare il cuore, con la sua tonalità decisa.

 

Si tratta di una delle poche SZ con una storia completa e tracciata dal primo all’ultimo giorno. 

Dalla fine del restauro l’auto ha preso parte a svariati eventi e rievocazioni, tra cui il centenario della Targa Florio nel 2016.

 

Dotata di Fiche Regolarità ACI Sport, certificato d’origine Alfa Romeo e documentazione sportiva, questa SZ rappresenta un pezzo di storia delle corse anni ’60, in cui i piloti gentleman potevano correre ad armi pari con auto molto più blasonate, grazie a questa fortunata creazione di Zagato.

 

Auto visibile previo appuntamento a Bologna. 

 

Di seguito la storia sportiva:

  • Coppa della Consuma 1961, Adolfo Tedeschi, Scuderia Biondetti, numero 322, 1’ di classe;

  • Trieste opicina 1961, Adolfo Tedeschi, Scuderia Biondetti, numero 198, 9’ di classe (pioggia);

  • Trofeo Ascari Monza 1961, Adolfo Tedeschi – Piero Frescobaldi, numero 264, 6’ Classe;

  • Vergato Cereglio 1963, Ilfo Minzoni, Scuderia Biondetti, numero 120, 1’ Classe;

  • Targa Florio 1963, Emanuele Trapani – Nicolò Lombardo, numero 6, rit. 2’ giro;

  • Circuito Stradale del Mugello 1964, Di Salvo Antonino, Scuderia Pegaso, numero 37, 13’ assoluto, 3’ classe;

  • Trapani Monte Erice 1964, Giuliano Savona, Scuderia Pegaso, numero 326, 6’ di classe;

  • Targa Florio 1964, Franco Tagliavia – Antonino di Salvo, Scuderia Pegaso, numero 2, rit.;

  • Targa Florio 1965, Vincenzo Mirto Randazzo – Francesco Santoro, Scuderia Pegaso, numero 16, rit 6’ giro;

Note storiche sul modello (da "Alfa Romeo - Le vetture di produzione"; Tabucchi, d'Amico):

La carrozzeria Zagato ottenne dall'Alfa Romeo i pianali della Giulietta SS e allestì 169 esemplari del coupé denominato SZ (Sprint Zagato).

Grazie alle elevatissime prestazioni e ai lusinghieri successi sportivi conseguiti, la vettura contribuì a perpetuare la fama dell'Alfa Romeo e rappresentò anche il trampolino di lancio per i migliori gentlemen drivers italiani, molti dei quali passarono poi al professionismo. La destinazione della piccola Zagato fu quindi prevalentemente agonistica.

Innumerevoli furono i risultati e gli exploit della SZ che, pur essendo quasi strettamente di serie, si prese il lusso di prevalere su vetture di cilindrata assai maggiore e per di più dotate di caratteristiche decisamente da competizione. Se il decimo posto assoluto alla 24 Ore di Le Mans del 1962 rappresentò quindi un risultato di grande rilievo, il settimo in classifica generale alla Targa Florio del 1962, a pochi minuti dalle Ferrari GTO vincitrici, e il nono posto all'edizione dell'anno dopo, davanti a Ferrari GTO e Porsche RS, posero la SZ in una dimensione che la Casa non avrebbe certamente mai immaginato.

Trattandosi di autotelai uguali a quelli della Giulietta Sprint Speciale, per i motori valgono le note relative al modello versione 1959; si può quindi stabilire, pur con tutte le riserve relative alla mancanza di cronologia con le sequenze numeriche dei telai, che fino circa alla S2 n. 00060 furono montati motori del tipo 00120 del tutto identici a quelli del tipo 1315 della Sprint Veloce e Spider Veloce. Vi era tuttavia una sola variante costituita dalla riduzione dell'altezza del basamento e relative canne dei cilindri di mm 0,75 per aumentare il rapporto di compressione. Per incrementare le prestazioni, si evitò quindi di procedere in senso convenzionale, abbassando cioè la testata, soluzione che avrebbe però alterato il disegno delle camere di scoppio e avrebbe in parte vanificato l'operazione.

Sulla SZ si sperimentarono, generalizzandone poi l'equipaggiamento a tutti gli esemplari, i freni anteriori con tamburi a tre ceppi. Il nuovo impianto aveva previsto anche il trasferimento al ponte posteriore dei gruppi dei freni anteriori convenzionali.

Nel processo di evoluzione della vettura, la carrozzeria Zagato elaborò nel 1961, in collaborazione con il Servizio Esperienze Speciali dell'Alfa Romeo e con l'apporto di Ercole Spada, giovane disegnatore da poco assunto dalla carrozzeria milanese, la versione a coda tronca, mettendo in pratica le teorie di Kamm. Rispetto alla prima serie la nuova vettura risultò più bassa, i fari erano carenati con cupolette di plexiglas, la vetratura aveva assunto un nuovo disegno e la coda si presentava nella foggia che venne poi sviluppata con la Giulia TZ.

L'ultimo esemplare di SZ venne consegnato al pilota Carlo Facetti il 28 gennaio del 1963.

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 Perhaps looking at this car is more exciting than to drive it. We propose one of the 169 Alfa Romeo Giulietta SZ, produced on 27 January 1961 and sold to Sergio Sorbi's Smalti Firenze company on 31 March of the same year, just in time to debut at the end of June in the Coppa della Consuma with Adolfo Tedeschi at the wheel who won the Gran Turismo class up to 1300 with the colors of the famous Scuderia Biondetti.

 

Tedeschi also ran the Trieste Opicina, the same year but without a good result due to the arrival of rain; paired with Piero Frescobaldi, Tedeschi ran the Ascari Trophy in Monza, finishing 6' in class.

After a short period in the hands of Ilfo Minzoni, in 1963, just enough to win the class at the Vergato-Cereglio hill-climb, the SZ moved to warm Sicily, in the hands of Emanuele Trapani from Palermo to enter the Targa Florio, teamed with Nicolò Lombardo with the colors of Scuderia Pegaso.

In 1964, the car was purchased by Antonino di Salvo who first ran the Mugello Road Circuit, finishing 3rd in class, then the Targa Florio together with Franco Tagliavia, where, however, he was forced to retire; the fortune was different for Giuliano Savona who used the car in '64 to race the Trapani-Monte Erice, finishing in 6th place in his class.

 

In 1965 the new owner Francesco Santoro, paired with Vincenzo Mirto Randazzo attended the Targa Florio again: unfortunately they were forced to retire on the 6th lap. In the same year the car acquired the current Messina license plate.

 

Ownership changes followed in 1969, 1970 and 1979 before arriving in the hands of the current owner in 1988, in need of work and painted red, instead of the original white.

 

After a long period of non-use and a restoration that lasted over the years, in 2011 the car was put back into circulation, brought back to its original conditions with the livery used at the time: yellow line in the center of two blue lines. During the restoration the owner tried to preserve as much as possible, with an eye on performance thanks to the 00120 engine prepared and balanced with an exhaust capable of warming the heart, with its strong tone.

 

It is one of the few SZs with a complete history traced from the first to the last day.

Since the end of the restoration, the car took part in various events and revivals, including the centenary of the Targa Florio in 2016.

 

Equipped with an ACI Sport Regularity passport, Alfa Romeo certificate of origin and sporting documentation, this SZ represents a piece of 1960s racing history, in which gentleman drivers could race on equal terms with much more prestigious cars.

The car could be seen by appointment in Bologna. 

 

Below is the racing history:

• Coppa della Consuma 1961, Adolfo Tedeschi, Scuderia Biondetti, number 322, 1st in class;

• Trieste Opicina 1961, Adolfo Tedeschi, Scuderia Biondetti, number 198, 9' in class (rain);

• Ascari Monza Trophy 1961, Adolfo Tedeschi – Piero Frescobaldi, number 264, 6th Class;

• Vergato Cereglio 1963, Ilfo Minzoni, Scuderia Biondetti, number 120, 1st Class;

• Targa Florio 1963, Emanuele Trapani – Nicolò Lombardo, number 6, rit. 2nd round;

• Mugello Road Circuit 1964, Di Salvo Antonino, Scuderia Pegaso, number 37, 13th overall, 3rd class;

• Trapani Monte Erice 1964, Giuliano Savona, Scuderia Pegaso, number 326, 6' in class;

• Targa Florio 1964, Franco Tagliavia – Antonino di Salvo, Scuderia Pegaso, number 2, ret.;

• Targa Florio 1965, Vincenzo Mirto Randazzo – Francesco Santoro, Scuderia Pegaso, number 16, ret 6th lap;

Historical notes (from "Alfa Romeo - Le vetture di produzione"; Tabucchi, d'Amico):

Carrozzeria Zagato was provided with Giulietta SS floorpans by Alfa Romeo and prepared 169 examples of the SZ coupé (SZ standing for Sprint Zagato).

Thanks to its high performance and competition pedigree, this car was a great success and represented a launching pad for the best Italian "gentleman drivers" many of whom subsequently turned professional.

The small Zagato coupés were therefore largely destined for competition use.

The SZ achieved innumerable results of note and was the protagonist in countless exploits in which, in spite of being to all intents and purposes standard production model, it managed to get the better of cars with much larger engines and competition specifications.

While the tenth place overall in the 1962 edition of the Le Mans 24 Hours was an

undoubtedly prestigious result, the seventh overall in the '62 Targa Florio, just a few minutes behind the winning Ferrari GTOs, and the ninth place the following year in front of a GTO and a Porsche RS, took the SZ onto a plane that the manufacturer could hardly have imagined possible.

As the rolling chassis were identical to those of the Sprint Speciale, the notes relating to the engines of 1959 model are valid here too; it can therefore be established that up to SZ No. 00060, first series engines were fitted that were virtually identical to the type 1315 units of the Sprint Veloce and the Spider Veloce. There was only one variation in that the height of the crankcase and the cylinder liners was reduced by 0.75 mm in order to raise the compression ratio.

As a means of increasing performance, this solution avoided the conventional practice of skimming the cylinder head which inevitably alters the combustion chamber configuration and is in part counter productive.

The SZ was used as a mobile test-bed for the three-shoe front brakes eventually adopted as standard equipment. The new arrangement also involved the transfer of the conventional front brake units to the rear axle.

In 1961, during the progressive development of the car, in collaboration with the Servizio Esperienze Speciali and the young designer Ercole Spada recently engaged by the coachbuilder, Zagato prepared a short tail version based on the aerodynamic theories of kamm. Compared with the first series the new car was lower, the headlights were jaired in with Plexiglas covers, the glass area was revised and the tail introduced the shape subsequently developed with the Giulia TZ.

The last example of the SZ was delivered to the racing driver Carlo Facetti on the 28th of January, 1963.

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